Comprare azioni Eni: Come Fare, Strumenti, Broker Migliori

comprare azioni eni
novembre 15, 2018
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Se sei qui, significa che stai pensando di iniziare a comprare azioni Eni e vuoi sapere qualcosa di più sull’approccio strategico e sugli strumenti migliori da adottare. Fantastico! La guida che abbiamo creato è proprio per chi, come te, vuole approfondire i vantaggi dei titoli borsistici di uno dei più grandi gruppi energetici al mondo.


Grafico quotazione in tempo reale azioni Eni

Per aiutarti a fruire meglio dei contenuti, abbiamo preparato un indice per paragrafi (lo puoi trovare qui sotto), che ti aiuterà a trovare e approfondire gli argomenti che ti interessano di più. Come potrai vedere tra poco, parleremo anche di broker come Plus500 e 24Option, riferimenti fondamentali per fare trading con le azioni Eni in maniera sicura.

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Eni azioni opinioni e presentazione della società

Prima di entrare nel dettaglio di come comprare azioni Eni, è doveroso aprire una parentesi sulle caratteristiche della società. Il gruppo Eni, acronimo per Ente Nazionale Idrocarburi, è un punto di riferimento a livello europeo nel settore del petrolio e del gas. Il suo core business si articola tra raffinazione e distribuzione del petrolio, comprendendo anche acquisto, vendita e distribuzione del gas naturale.

Eni è una realtà creata dallo Stato Italiano come ente pubblico nel 1953. Avente sede principale a Roma, realizza il suo volume di affari anche grazie alla presenza in Africa e in Asia. Il primo Presidente Eni è stato Enrico Mattei, rimasto in carica fino al 1962, anno della sua misteriosa morte.

Un’altra tappa molto importante della storia di Eni risale al 1992, anno della quotazione in Borsa. Nel 2006, invece, il gruppo ha acquistato Snamprogetti tramite la controllata Saipem, una realtà con sede operativa in Francia.

Risale invece al 2007 l’accordo con Gazprom. Tramite esso Eni ha acquisito una concessione per l’estrazione del petrolio in Siberia. In cambio è stato concesso alla compagnia Gazprom l’ingresso sul mercato italiano.

Interessante da citare è anche la classifica pubblicata da Forbes nel 2008, che ha visto Eni comparire al 38mo posto tra le aziende più influenti del mondo. In quella classifica, il Gruppo Nazionale Idrocarburi rappresenta l’azienda che si è piazzata in posizione più alta.

L’anno successivo, il gruppo ha consolidato la propria posizione nel mercato europeo diventando il maggiore azionista della società belga Distrigas S.A., uno dei principali player nella distribuzione del gas in Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Risale invece al 2012 la cessione delle quote azionarie di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti al Ministero del Tesoro. Sempre nello stesso anno, è stata ceduta la Snam.

Oggi come oggi, Eni si configura come il sesto gruppo petrolifero a livello mondiale. Dal punto di vista del fatturato è invece la prima azienda in Italia, attiva ormai anche nella distribuzione dell’energia elettrica (Eni è uno dei principali operatori gas e luce). Le azioni Eni sono quotate sia al Nyse, sia sulla Borsa di Milano (indice FTSE Mib).

Proseguendo con le informazioni sulla società, fondamentali per chi vuole iniziare a comprare azioni Eni, parliamo dei concorrenti. I principali, per quanto riguarda il comparto petrolifero, sono Total e Royal Dutch Sell.

Nel campo della fornitura di gas ed energia elettrica in Europa, Eni deve vedersela con player di peso come Engie e Direct Energie.

Parlando delle partnership strategiche, è il caso di ricordare quella con Total, gruppo con il quale Eni ha firmato un accordo di cooperazione avente l’obiettivo di analizzare la Eni Slurry Technology. Quest’ultima, all’inizio dell’anno corrente, è stata venduta alla cinese Sinopec, la prima compagnia al mondo nel settore della raffinazione. La società in questione sarà la prima realtà al mondo ad avvalersi della tecnologia EST per la costruzione di un impianto di raffinazione.

Azioni Eni quotazione

Dopo questa doverosa introduzione, è il caso di parlare anche della quotazione delle azioni Eni. Il principale punto di riferimento al proposito è il Nyse Euronext, gruppo mondiale di mercati borsistici istituito nel 2007. In tale contesto, le azioni Eni integrano il calcolo dell’indice EuroStoxx 50. Detto questo, si può aprire la parentesi relativa al rendimento, storico e non solo, e parlare anche dei dividendi.

Rendimento azioni Eni e dividendi

Le azioni Eni hanno conosciuto diverse fasi per quanto riguarda il valore. Con un flusso di cassa superiore ai 7 miliardi di euro nei tre anni dal 2016 al 2018, il gruppo ha staccato, lo scorso 24 settembre, l’acconto sui dividendi del 2019. Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di attribuire agli azionisti un acconto di 0,42 centesimi di euro per ogni azione in circolazione.

La cedola, come già detto, è stata staccata il 24 settembre 2018. Il pagamento, invece, è avvenuto il 26. L’ammontare dell’acconto è stato deciso sulla base della situazione contabile della capogruppo, che ha chiuso il primo semestre del 2018 con un utile netto vicino ai 2 miliardi di euro.

Detto questo, possiamo tornare un attimo all’andamento e guardare un po’ anche ai dati storici. Dal 2010 al 2014, le azioni Eni sono state interessate da un costante rialzo. Nel 2015, invece, è intervenuta una contrazione del mercato, che ha ovviamente influito sull’ammontare dei dividendi.

Nel 2016, il gruppo Eni ha chiuso il bilancio con un utile netto corrispondente a 4,5 miliardi di euro. Il MEF e la Cassa Depositi e Prestiti, i due principali azionisti del gruppo, sono stati remunerati con cedole pari rispettivamente a più di 100 e a oltre 700 milioni di euro.

In seguito alla presentazione del piano 2017/2019, diversi analisti, con i tecnici di Credit Suisse in primo piano, hanno esternato previsioni positive sul valore dei titoli di Eni. Il fermo di uno stabilimento produttivo ha portato a una piccola revisione relativa alla redditività, ma la situazione non è stata stravolta più di tanto e il target price delle azioni è rimasto pari a 17 euro.

Eni azioni opinioni: pro e contro

Quando si parla di comprare azioni Eni, è molto importante fare il punto della situazione con cura e valutare pro e contro. I titoli del gruppo hanno degli oggettivi vantaggi. Il primo riguarda il posizionamento senza eguali del gruppo nel comparto dell’energia.

Un altro aspetto di indubbio interesse riguarda il fatto che Eni non dipende da intermediari, gestendo in autonomia tutte le fasi della filiera di gas naturale ed energia elettrica. Ovviamente esistono anche dei contro. In primo piano, troviamo senza dubbio le ricadute della crisi finanziaria iniziata nel 2008, che ha avuto effetti anche sulle attività dell’Ente Nazionale Idrocarburi.

Alcuni analisti, inoltre, puntano il dito contro la non propriamente positiva gestione dei costi di produzione e contro i risultati non propriamente rosei che, negli ultimi anni, hanno visto protagonista il comparto petrolchimico del gruppo.

Inoltre, il fatto che Eni gestisca in autonomia quasi totale la filiera energetica può rivelarsi un’arma a doppio taglio, dal momento che diminuiscono le relazioni con gli altri attori del settore. Con tutte queste informazioni e con la consapevolezza del fatto che, dopo anni di stallo, il comparto petrolifero sta vivendo un momento positivo anche grazie al rilancio dei prezzi del greggio, si può iniziare a ragionare su come fare trading. La soluzione più utile al proposito consiste nel mettere da parte l’idea dell’acquisto, per focalizzarsi sul trading CFD. Vediamo nelle prossime righe perché è la scelta giusta.

Trading azioni Eni: perché scegliere i CFD

Cominciamo con il dire che nessuno vieta di comprare azioni Eni nel vero senso della parola. Bisogna però considerare che si tratta di un asset potenzialmente molto volatile. Come tutelarsi? Con i CFD (Contracts for Difference). Questi strumenti derivati permettono di operare replicando l’andamento dell’asset senza bisogno di acquistarlo concretamente. Il trader guadagna dalla differenza di prezzo dell’asset, confrontando il momento di apertura e quello di chiusura di una posizione.

Un vantaggio molto importante riguarda la possibilità di guadagnare anche se l’asset perde quota. Quello che conta, infatti, è aprire la posizione giusta tra long (acquisto) e short (vendita), a seconda di quello che si pensa in merito al futuro andamento dell’asset.

I CFD, che non prevedono l’applicazione di commissioni ma solo quella dello spread, sono prodotti a leva. Ciò vuol dire che amplificano sia i guadagni, sia le perdite. Alla luce di questo aspetto, è fondamentale ricordare l’importanza della familiarità con i meccanismi di Stop Loss, che indicano al broker il momento per arrestare le perdite.

Per quanto riguarda i broker, le scelte sono numerose. Noi abbiamo scelto di concentrarci su Plus500 e 24Option.

Seguici nelle prossime righe per scoprire come sfruttarli per fare trading sulle azioni Eni.

Come fare trading sulle azioni Eni su Plus500

Plus500 è un ottimo broker per chi vuole fare trading sulle azioni Eni con i CFD. Dotato di licenza Cysec, la 250/14 per la precisione, si contraddistingue per un alto livello di immediatezza. Questo broker rappresenta il principale fornitore di CFD al mondo.

Prima di iniziare a fare trading, è consigliabile impratichirsi con il conto demo. Per aprirlo, bisogna seguire questi passi:

  • Accesso al sito ufficiale;
  • Click sul pulsante che presenta la scritta “Inizia a fare trading adesso”;
  • Scelta dell’opzione conto demo e inserimento dei propri dati.

Dopo aver superato questi step, ci si trova davanti a una schermata in tutto e per tutto simile a quella che puoi vedere qui sotto.

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Quando ci si sente pronti, si può fare il salto al conto con denaro reale. Essendo Plus500 un broker market maker, permette di iniziare a operare con un deposito di 100 euro. Questa somma, essendo Plus500 un broker serio, viene conservata su un conto ad hoc. In tal modo, gli utenti sono tutelati da qualsiasi problema a carico della società principale.

Clicca qui per iscriverti gratis a Plus500.

Trading azioni Eni su 24Option: ecco come fare

Un altro broker  molto importante per chi vuole comprare azioni Eni è 24Option (clicca qui per aprire un conto). Anch’esso dotato di licenza Cysec, la 2017/13 per la precisione, è famoso nel mondo ed è sponsor di un club sportivo di primo piano come la Juventus F.C.

La sua caratteristica principale è però un’altra, ossia i segnali di trading. Queste linee guida che aiutano il trader nel prendere le migliori decisioni pratiche sono messe a punto da investitori di fama internazionale e fornite dalla società Trading Central. Frutto dell’analisi di informazioni in tempo reale e di dati storici, i segnali di trading vanno approcciati con buonsenso. Fondamentale è infatti considerare il fatto che, alla fine, la decisione sulla posizione da aprire spetta sempre al trader che opera concretamente in un determinato momento.

Che siano vantaggiosi comunque non dubita nessuno e, per iniziare a comprenderne le peculiarità, anche in questo caso si può aprire il conto demo. In che modo?

  • Accedendo al sito ufficiale;
  • Cliccando sul pulsante giallo che presenta la scritta “Registrati”;
  • Compilando con i propri dati il box presente nell’immagine qui sotto.

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Una volta terminato il processo, ci si trova nell’ambiente demo del broker, caratterizzato dall’accredito di 10.000 euro virtuali. Dopo un paio d’ore di utilizzo del conto demo, è il caso di passare a quello con denaro reale. Il broker mette a disposizione diverse opzioni al proposito. Si parte dal conto Basic, che richiede un deposito minimo di 100 euro, a quelli Diamond e Platinum, soluzioni altamente professionali.

Per cominciare va benissimo il conto Basic, che mette anche a disposizione i servizi di un account dedicato, pronto a rispondere con consulenze telefoniche mirate e gratuite.

Per effettuare il deposito si può ricorrere a

  • Carta di credito VISA o Mastercard;
  • Portafogli elettronici come Paypal o Skrill.

Per il prelievo, invece, va benissimo un bonifico. Non bisogna però dimenticare la necessità di fornire al broker i propri documenti.

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Conclusioni

Comprare azioni Eni è una scelta apprezzata da tantissimi trader. Non bisogna sorprendersi dato che si parla di un’azienda senza eguali nel comparto della produzione e della distribuzione dell’energia. Ovviamente se si ragiona con i CFD il termine “comprare” non è dei più corretti, dato che si ragiona non a lungo termine ma sfruttando i micro movimenti al rialzo e al ribasso. Come già detto, però, il rischio è sempre in agguato.

Per tenerlo sotto controllo si può usare il Money Management. Questa tecnica, che si può applicare su Plus500, su 24Option e su qualsiasi altro broker, prevede la divisione del capitale in più parti. Ciascuna di esse, va destinata a un asset o, in casi come quello che stiamo trattando, a una singola operazione.

In questo modo, si evita di trovarsi in difficoltà per via delle numerose operazioni non andate a buon fine dato che, idealmente, non si dovrebbe puntare più del 5% ogni volta.

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*Il vostro capitale potrebbe essere a rischio. Questo non è un consiglio di investimento