I dividendi: che cosa sono e come ottenerli

I Dividendi, cosa sono e perché fanno guadagnare
May 8, 2017
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I dividendi forse sono uno di quei motivi per cui gran parte delle persone investono nel mondo delle azioni. I dividendi in pratica rappresentao un profitto extra oltre ai normali profitti che vengono fatti nell’investimento con le azioni.

Che cosa sono i dividendi

I dividendi sono essenzialmente quella parte di profitti che un’azienda versa ai propri azionisti, in segno di riconoscenza per la fiducia riposta. In ogni periodo di tempo prestabilito, le aziende decidono di versare una percentuale che può variare dal 2 al 5% del valore del titolo azionario, per poi versarla agli azionisti. Per conoscere le date di stacco dei dividendi, e l’ammontare dell’azione, basta andare sul sito dell’azienda oppure direttamente sui siti finanziari specializzati, oppure aspettare che i dividendi arrivino sul proprio conto Plus500, che è senza dubbio uno dei broker più adatti per fare trading azionario (servizio CFD) e ricevere i propri dividendi. Plus500 è una delle piattaforme di trading più utilizzata in Europa. E’ l’unica piattaforma di trading CFD che riconosce ai propri clienti anche i dividendi relativi alle azioni su cui hanno sottoscritto CFD. Plus500 non applica commissioni di trading ed è completamente gratuita. Per aprire subito un conto di trading clicca qui. Il trading potrebbe comportare rischi di perdite sul capitale.

Fonte di grandi controversie è però il fatto che con le aziende che distribuiscono i dividendi agli investitori, è molto meno certo di vedere una crescita futura e un aumento dei capitali provenienti dai profitti reinvestiti dell’azienda, rispetto ai pagamenti dei dividendi (che sono al 100% profitti sicuri che entrano nel conto dell’investitore), gli investitori danno quindi più peso ad 1 euro proveniente dal dividendo più che 1 euro di guadagno sul capitale dell’azienda, anche se questi due numeri sono praticamente uguali.

In moltissimi paesi, le entrate dai dividendi sono infatti tassate molto più favorevolmente rispetto ai semplici profitti. Gli investitori che quindi vogliono pagare poche tasse, dovranno cercare un titolo azionario che distribuisce ottimi dividendi, in modo da poter sfruttare nel migliore dei modi i dividendi. Se un’azienda ha una lunga storia di dividendi staccati con regolarità, quell’azienda fa al caso vostro. Se invece l’azienda ha ridotto oppure eliminato sistematicamente nel tempo i propri dividendi, dovreste stare alla larga da quel titolo azionario.

Ecco un esempio dei dividendi di Apple, che eccetto durante gran parte dell’era Steve Jobs sono stati pressoché inesistenti, ma con Tim Cook (Amministratore Delegato Apple) le cose sono cambiate:

dividendi apple

Esempio dei dividendi Apple

Come potete osservare, i dividendi di Apple sono estremamente succulenti, e con l’era Tim Cook, gli investitori sono tornati ad incassare nuovamente i dividendi, che con Steve Jobs purtroppo si erano visti molto raramente. Non è infatti detto che tutte le aziende forniscano i dividendi, soltanto le migliori aziende, con un buon giro d’affari, riescono a fornire dei dividendi soddisfacenti.

I dividendi arrivano sul proprio conto in maniera completamente automatica, per dover ottenere il dividendo sarà infatti sufficiente essere in possesso dell’azione già dal giorno prima della data di stacco del dividendo. Solitamente durante lo stacco del dividendo, c’è un calo del valore del titolo azionario, è infatti poco consigliato comprare un titolo azionario nei giorni in cui c’è lo stacco del dividendo.

Un dividendo è quindi una distribuzione di una porzione dei guadagni di un’azienda, decisa preventivamente dal consiglio amministrativo dell’azienda, nei confronti degli azionisti o di una classe di essi. I dividendi possono essere semplicemente forniti attraverso pagamenti cash sul conto di Plus500 oppure anche attraverso altre proprietà.

Il prezzo del dividendo potrebbe essere quotato in dollari per ogni azione (Dividends per share, Dividendi per azione) oppure in percentuale in base al prezzo di mercato corrente.

Una società che emette i dividendi può scegliere l’importo da pagare utilizzando una serie di metodi.

Politica stabile dei dividendi: Anche se gli utili aziendali sono in continuo mutamento, la politica stabile dei dividendi si concentra sul mantenimento di una distribuzione dei dividendi molto stabile.
Obiettivo in base al rapporto di versamento: una politica stabile dei dividendi potrebbe stabilire un rapporto di lungo periodo dividendi/utili. L’obiettivo è quello di pagare una percentuale indicata dei guadagni, ma la quota del dividendo è data da un importo nominale in dollari che si adatta all’obiettivo in base all’andamento dei guadagni.
Payout costante: Una società paga una determinata percentuale dei suoi guadagni ogni anno come dividendi, e la quantità di tali dividendi varia direttamente con i guadagni.
Modello residuo dei dividendi: in questo caso i dividendi sono basati sui guadagni, meno i fondi che l’azienda mantiene per finanziare la quota azionaria del suo bilancio di capitale, successivamente gli utili residui sono poi versati agli azionisti.

Interessante notare che due economisti tempo fa hanno sostenuto che la politica dei dividendi di una società è irrilevante, e non ha alcun effetto sul prezzo delle azioni di una società o del suo costo di capitale. Si supponga, per esempio, che si è un azionista di una società e che non si è favorevoli alla sua politica dei dividendi. Se il dividendo della società è troppo grande, si può semplicemente prendere il denaro in eccesso ricevuto e usarlo per comprare più delle azioni della società. Se il dividendo in contanti che hai ricevuto è troppo piccola, si può solo vendere un po delle vostre azioni dell’azienda in questione per ottenere il flusso di cassa che si desidera. In entrambi i casi, la combinazione del valore del proprio investimento in azioni e il vostro denaro in mano sarà esattamente lo stesso. Quando questi due economisti hanno appurato il fatto che i dividendi sono irrilevanti, si riferiscono al fatto che gli investitori non si preoccupano più di tanto della politica dei dividendi della società dal momento che possono creare la propria entrata in maniera puramente “artificiale”.

Va notato che la teoria del dividendo di questi due economisti, vale solo in un mondo perfetto, senza tasse, senza costi di intermediazione, e azioni infinitamente divisibili.

I dividendi visti alla lente d’ingrandimento

I dividendi sono certamente una parte molto importante nel trading di tutti i giorni, ma non sempre un trader è a conoscenza di tutte le potenzialità di quest’ultimi. Molti non sanno infatti che gli utili netti di una società possono essere assegnati agli azionisti attraverso un dividendo, oppure mantenuti in azienda come utili mantenuti. Una società può anche scegliere di utilizzare un utile netto per il riacquisto di azioni proprie nei mercati aperti in un riacquisto di azioni, una società che esegue spesso e volentieri il riacquisto è Apple, e spesso questa azione viene fatta per mantenere stabile il prezzo delle azioni, proteggendo quindi gli azionisti da possibili crolli improvvisi nel valore delle azioni sul lungo termine. Quasi mai però i dividendi e il riacquisto non mutano però il valore fondamentale delle azioni di una società. Il pagamento dei dividendi deve essere approvato dagli azionisti e può essere strutturato come un dividendo straordinario che viene emesso una volta, o come un flusso di cassa continuo per i proprietari e gli investitori.

Gli azionisti dei fondi comuni ed ETF hanno spesso il diritto di ricevere i dividendi maturati. I fondi comuni pagano quindi agli azionisti interessi e dividendi ricevuti dalle loro posizioni in portafoglio come dividendi per finanziare gli azionisti. Inoltre, le plusvalenze realizzate dalle attività di trading del portafoglio sono generalmente pagate a titolo di dividendo di fine anno, questa operazione viene anche denominata “distribuzione di plusvalenze”.

Interessante vedere che il Gordon Growth Model (GGM) si basa sui futuri flussi di dividendi attesi, per valutare le azioni.

Perché alcune aziende non offrono i dividendi

Sicuramente vi potreste imbattere in alcune aziende che non offrono ancora i dividendi, ed è normale in quanto non tutte le aziende offrono i dividendi.

Le cosiddette start-up e le altre imprese con una forte crescita attesa, come quelle nei settori della tecnologia o delle biotecnologie, raramente offrono dividendi perché tutti i loro profitti vengono reinvestiti per contribuire a sostenere una crescita superiore alla media e per soddisfare le esigenze di espansione. Le società più mature e grandi, tendono ad emettere dividendi regolari (piuttosto che reinvestirli), dividendi che cercano di massimizzare la ricchezza degli azionisti.

Le aziende nei seguenti settori ed industrie hanno tra i più alti rendimenti con i dividendi: materiali base, petrolio e gas, banche e settore finanziario, sanità e beni farmaceutici, utilities, e società immobiliari che godono dell’esenzione dall’imposta sulle società.

Detto questo, qual’è il vero appeal dei dividendi? Perché tutti li vogliono? Beh, sicuramente per il semplice motivo che offrono un rendimento costante su un investimento a basso rischio. Un investitore può acquistare azioni di una società che ha un business molto stabile (anche se esiguo) ed una stabile crescita degli utili, e potrà dormire sonni tranquilli con la consapevolezza che il valore del suo investimento iniziale molto difficilmente potrà scendere in modo sostanziale, e quindi potrà trarre profitto dal pagamento dei dividendi della società. Inoltre, in quanto la società continua a crescere, i dividendi stessi possono crescere, offrendo ancora più valore per l’investitore. Questo è solo un modo per investire con i dividendi; tuttavia, ci sono molte altre strategie per trarre molti guadagni dai dividendi. Alcuni investitori cercano di “catturare i dividendi”: essi acquisteranno il titolo subito dopo che il dividendo è annunciato, per poi cercare di venderlo allo stesso prezzo dopo che hanno “catturato il dividendo”. In caso di successo, l’investitore avrà praticamente ricevuto il dividendo a costo zero. Questo di solito non funziona, perché il prezzo delle azioni di solito si regola (al ribasso) subito nelle ore successive per riflettere la distribuzione dei dividendi, in quanto gli acquirenti interessati sono a conoscenza che il titolo non include più il pagamento del dividendo corrente e regolano quindi di conseguenza la quantità che sono disposti a pagare.

Tassazione Dividendi

In questo caso è abbastanza complesso calcolare il debito, e proprio per questo abbiamo voluto fare questo sottoparagrafo dedicato.

Tassazione dividendi per partecipazioni non qualificate: Nel caso di persona fisica che è residente fiscalmente in italia che è in possesso di azioni con partecipazione non qualificata di un’azienda italiana, la ritenuta sarà secca del 26% sull’intero importo dei dividendi. Per le società estere la tassazione è sempre del 26%.

Tassazione dividendi per partecipazioni qualificate: Le partecipazioni qualificate sono quelle dove si ha una percentuale di voto pari al 2% (quindi non hanno niente a che vedere con il trading CFD), nel caso di partecipazioni qualificate dunque gli utili saranno tassati nella misura del 49,72%.

In parole povere, se fate trading con i CFD dovrete dichiarare le plusvalenze nella dichiarazione dei redditi, insieme agli altri redditi che verranno tassati al 26%, e dovranno essere caricati nella sezione V del quadro RM, a meno che un sostituto d’imposta residente in Italia non abbia effettuato una ritenuta a titolo definitivo su tali redditi.

In conclusione

I dividendi sono quindi senza ombra di dubbio il miglior metodo per investire nei mercati finanziari. Attenzione però a scegliere un titolo azionario che stacchi i dividendi. Nell’esempio che vi abbiamo mostrato (Apple), l’azienda in questione stacca regolarmente dividendi su base trimestrale, ma non è detto che tutte le altre aziende presenti a Wall Street, Borsa Italiana o altro, possano fornire i dividendi con la stessa precisione e crescita offerta dall’esempio citato, dovete quindi informarvi sul sito dell’azienda.

Insomma, se decidete di giocare in Borsa tenete conto anche dei dividendi.

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*Your capital may be at risk. This is not an investment advice