Questionario MiFID

Questionario MiFID
maggio 8, 2017
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Quando dobbiamo scegliere un broker per fare trading online o per qualunque esigenza finanziaria, dobbiamo verificare che rispetti la normativa MIFID. I broker più famosi, come Plus500, rispettano pienamente la direttiva MIFID ed è per questo che sono così affidabile. Ma che cosa è la direttiva MIFID?

Scopriamo insieme il mondo della “Direttiva dell’Unione Europea 2004/39/CE, ovvero un atto normativo del Parlamento Europeo, emanato nel 2004. Arrivato però in italia soltanto nel 2007.

Oggi parleremo di un argomento che abbiamo particolarmente a cuore, importantissimo per la determinazione di un profilo di rischio di un investitori, questionario ormai obbligatorio per qualsiasi banca, ma anche per qualsiasi broker per trading online.

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Entriamo nel mondo del questionario MiFID

Sicuramente, se di recente avete aperto un conto in banca, oppure se avete investito parte dei vostri fondi in un broker, vi sarà molto probabilmente capitato di compilare un questionario, che non è nient’altro che un insieme di domande sulle vostre diverse conoscenze ed esperienze nel mondo finanziario, sulle vostra situazione economica, e su quello che volete ottenere dal vostro investimento.

Definizione MiFID

La MiFID è essenzialmente una legge dell’Unione Europea che permette la regolamentazione armonizzata dei servizi di investimento nei 30 stati membri dello Spazio economico europeo. La MiFID è quindi una legge autorizzata ad operare nello Spazio economico europeo (SEE).

Questionario MiFid: a cosa serve?

Sin dall’arrivo di questo questionario sul mercato, la normativa comunitaria sui vari servizi di mercato (chiamata anche con l’appellativo di MiFID), ha obbligato i vari intermediari e broker a valutare la veridicità, adeguatezza dei prodotti o servizi che vengono offerti agli intestatari dei conti.
Il questionario è quindi atto a fare una sorta di “profilatura” del cliente, in modo da permettere alla banca, al broker, promotore finanziario, di proporre al cliente la tipologia di investimenti più consona al profilo del cliente.

Il questionario MiFid è quindi un test molto importante, sia per il cliente che per la banca, in quanto a seconda del tipo di risposte fornite dal cliente, la banca può prendersi la libertà di consigliare o meno alcune determinate operazioni, che sono strettamente correlate al rischio degli investimenti.

Il consiglio è quindi che quando vi trovate davanti ad un questionario MiFID, sia che sia della vostra banca preferita (ad esempio Unicredit) oppure il vostro broker preferito (ad esempio Plus500 o Markets.com), leggete sempre il questionario primo di inviarlo in maniera telematica, oppure firmarlo, e sappiate che potete in qualsiasi momento aggiornarlo, oppure compilarne uno nuovo.

I mercati sono estremamente pericolosi in questo momento, basti pensare alle enormi crisi di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, che hanno scosso il mercato, richiedendo sempre più sicurezza, è quindi necessario compilare con attenzione questo questionario, che segue il metodo Lamfalussy, che prevede quattro livelli regolamentari. La MiFID corrisponde al primo di questi livello, ed è la direttiva dove sono definiti i “principi generali”.

Esempio di questionario MiFid

Il questionario della MiFID, essenzialmente tocca tre punti principali:

Obiettivi dell’investimento: attraverso alcune semplici domande, verrà richiesto all’investitore il periodo in cui il cliente ha intenzione di conservare un determinato investimento, la sua avversione al rischio e la motivazione che porta l’utente ad investire, ovvero se l’investimento è di tipo puramente speculativo oppure se si cerca una vera e propria crescita, se il cliente investe per preservare il proprio capitale evitando qualsiasi perdita, oppure se è disposto ad accettare un livello più elevato di rischio.

Situazione finanziaria: anche questo è un passaggio molto importante del questionario, in quanto in questa parte verranno effettuate le domande che riguardano quanto il cliente guadagna mediamente all’anno, qual’è la fonte primaria di reddito, il patrimonio che è posseduto, debiti, crediti ed altro ancora.

Conoscenza finanziaria: la parte che più ha a che vedere con la conoscenza e tutte le esperienze che il cliente ha maturato in campo finanziario in passato. Verrà richiesto quali sono i prodotti finanziari che il cliente conosce, il volume di investimento, la frequenza, l’istruzione e la professione del cliente, e molto altro ancora.

Come abbiamo detto, il questionario MiFid va a cercare di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili, per poter poi proporre strumenti di investimento adeguati al cliente. Ecco alcune domande “classiche”:

  • Data di nascita
  • Impiego
  • Livello di istruzione
  • Conosce i prodotti e mercati finanziari?
  • Con quale frequenza opera sui mercati finanziari?
  • In quale tipologia di prodotti di tipo finanziario investe o ha investito in passato?
  • Quali tipologia di servizi finanziari conosce?
  • Quali tipologia di prodotti finanziari conosce?
  • Quale è la sua fonte primaria di reddito?
  • Qual è il suo reddito annuo netto?
  • Quale è la sua quantità patrimoniale in termini di immobili, liquidità e prodotti finanziari?
  • Quanto riesce a risparmiare del suo reddito annuo netto?
  • In che percentuale investe i suoi risparmi in prodotti finanziari?
  • A quanto ammontano i suoi investimenti nel settore immobiliare?
  • Quale è il target dei suoi investimenti?
  • Quale è il periodo di tempo per il quale desidera conservare il suo investimento?
  • In che modo reagisce ai movimenti di mercato?

Questo era un classico test di adeguatezza, che potrebbe anche essere integrato insieme ad un test di appropriatezza, dove essenzialmente se un cliente vuole comprare e vendere (ad esempio un CFD), può farlo anche senza nessuna consulenza o consigli di investimento, nel caso il test di appropriatezza si verifichi positivo.

Il questionario MiFid, è ormai appurato che serve a responsabilizzare il cliente, proteggendolo da possibili lacune nella sua formazione finanziaria, schermandolo quindi dai rischi che una particolare operazione finanziaria potrebbe avere. E’ senza dubbio uno strumento che potrebbe risultare “noioso” da fare quando si vuole aprire un conto in banca, oppure un conto di trading da uno dei nostri broker preferiti, ma è necessario fare questo questionario in modo da non rischiare nulla.

Da quando è obbligatorio il questionario MiFID?

Il questionario MiFid è ormai presente essenzialmente dal 2007 in Italia (in realtà esiste dal 2004), quindi è ormai un decennio in cui tutti gli operatori finanziari si sono regolarizzati a questo questionario della MiFID (Direttiva sui Mercati degli Strumenti Finanziari).

Che cos’è la MiFid

La MiFid è una direttiva dell’Unione Europea, che regolamenta i mercati degli strumenti finanziari, creando quindi un mercato finanziario europeo molto competitivo ed integrato. Il questionario MiFID è quindi una vera e propria rivoluzione ormai presente da un decennio per tutti i paesi dell’Unione Europea. Questo questionario si ispira ai mercati finanziari dell’Europa del Nord, ma anche in particolare al mercato inglese, dove la figura dell’investitore è di estrema importanza. Con il questionario MiFid, la consulenza prende quindi un ruolo centrale negli investimenti. La presenza di un mercato maturo, e pieno di prodotti finanziari complessi, ha portato quindi alla necessità della figura di un consulente finanziario, ovvero una persona che aiuta il cliente classico a prendere decisioni competenti in materia.

La MiFID rende quindi gli investitori consapevoli di una serie di norme chiare e trasparenti, proponendo informazioni su:

  • Costi
  • Come vengono messi a mercato gli ordini
  • Caratteristiche degli strumenti finanziari
  • Come vengono mantenuti i prodotti finanziari
  • Conflitti d’interesse possibili tra banca, broker e cliente

La MiFID copre alcuni tipi di prodotti finanziari, come ad esempio: le azioni, CFD, obbligazioni, fondi derivati. Non vengono regolati quindi i prestiti e i depositi, e nemmeno prodotti di tipo assicurativo. Essenzialmente il pensiero più importante della MiFID è che se “un cliente non ha conoscenze ed esperienze nel mondo dei mercati finanziari, il broker o la banca a cui si rivolge, deve offrirgli il massimo aiuto e protezione”.

Secondo la MiFID infatti, l’azienda alla quale il cliente si rivolge, deve agire in modo onesto, con pari opportunità, imparziale ed il più professionale possibile, cercando sempre di fornire informazioni chiare e molto corrette, che non siano mai ingannevoli o parziali, tenendo sempre conto della situazione individuale dell’investitore.

I tipi di investitore e di servizi offerti

Sia che vogliate registrare un conto in banca, oppure un conto di trading su un broker, molto probabilmente farete parte di uno di questi due profili:

  • Cliente al dettaglio (retail)
  • Professionale
  • Controparte qualificata

La MiFID è in grado di fornire sia al cliente retail, che a quello professionale, che ovviamente alla controparte qualificata: consulenza sugli investimenti, la compravendita di strumenti finanziari, e la gestione degli investimenti.

MiFID Compliance

Tutti i broker e banche regolamentate MiFID, devono avere una funzione “compliance” che controlla la trasparenza dell’azienda, e controlla il rispetto degli obblighi di correttezza dell’azienda. Questa funzione deve essere quindi indipendente dalle altre funzioni dell’azienda, e deve avere l’accesso a tutte le attività dell’azienda. Deve essere inoltre presente la registrazione di qualsiasi attività svolta.

MiFID Best Execution

Vorremmo inoltre far notare, che ogni broker che è regolamentato dalla MiFID, è tenuto ad eseguire tutte le operazioni dei clienti nelle migliori condizioni possibili: condizioni di prezzo, condizioni di costi, rapidità e probabilità di esecuzione, dimensione dell’ordine e natura. Questa norma viene applicata a tutte le transazioni di qualsiasi strumento finanziario.

MiFID in Italia

La MiFID è arrivata in italia nel Settembre del 2007. Il test di appropriatezza è arrivato nel 2009, ed ha portato quindi l’obbligo ad ogni intermediario finanziario di richiedere un questionario MiFID, questionario atto a capire il profilo di rischio, educazione e tipologia di investimento del cliente, fornendo informazioni sul livello possibile di rischio delle operazioni.

MiFID II (MiFID 2)

La MiFID II è una nuova regolamentazione per tutti gli intermediari finanziari (banche, SIM, SGR etc). Che riprende a tutti gli effetti la MiFID originale, ma ne amplifica il raggio d’azione. Con questa nuova regolamentazione, la MiFID va ad espandersi quindi a tutti quei soggetti che operano su diversi mercati, come ad esempio quelli OTC (Over the Counter) oppure le Materie Prime.

Questionario MiFID Plus500

Come per tutti i migliori broker che si rispettino, Plus500 ha un questionario MiFid, che viene fatto compilare durante la registrazione, e prima che venga aperta una posizione di trading. Ovviamente Plus500 è un broker regolato, ed è tenuto a far compilare ad ogni sui cliente il questionario MiFid, altrimenti non si potrà fare trading con soldi reali sulla piattaforma. Il sito ufficiale di Plus500 è questo (clicca qui).

Questionario MiFID Markets.com

Markets.com è uno dei broker più regolamentati e pienamente aderente alla MiFID, rispettando quindi le rigorose norme che devono essere rispettate secondo il severo ente di regolamentazione. Grazie alla MiFID, Markets.com riesce ogni anno ad offrire prezzi di trading sempre più bassi per gli investitori. Il sito ufficiale di Markets.com è questo (clicca qui)

Questionario MiFID Banc de Binary

Ovviamente anche Banc de Binary, uno dei broker più titolati in ambiente di opzioni binarie, è regolata dalla legge del 2007 della MiFID, ed è un broker quindi regolamentato in tutti gli stati membri del SEE e quindi è in grado di garantire un altissimo livello di sicurezza per tutti gli investitori, notificando ad ogni autorità di regolamentazione finanziaria europea, che i suoi servizi sono autorizzati e quindi completamente certificati.

Questionario MiFID eToro

Anche sul blasonato broker eToro è presente il questionario MiFID. eToro Europa e UK ha assimilato tutti i suoi clienti a clienti al dettaglio, che quando aprono un account di trading, hanno il più alto livello di protezione (miglior esecuzione, fondi di compensazione, salvaguardia degli asset). I clienti, dopo aver fatto il questionario MiFID, possono anche decidere di essere riclassificati, scrivendo ad eToro e richiedendo una rivoluzione della propria profilatura. Il sito ufficiale di eToro è questo (clicca qui)

Questionario MiFID, serve davvero?

Sicuramente per il broker, avere una profilazione del proprio cliente, può servire, anche se in realtà dubitiamo che un’autocertificazione possa essere sufficiente per determinare il profilo di rischio di un cliente. Servirebbe bensì un vero e proprio test a scelta multipla con domande di tutto rispetto, che permettano in maniera adeguata di profilare il cliente. Allo stato attuale, il questionario MiFid è ancora molto lontano dalla perfezione, e saranno necessari molti aggiornamenti prima che questo strumento di profilazione possa risultare molto utile, miglioramenti che arriveranno con il MiFID II.

Tuttavia, compilare un profilo del genere con attenzione, può servire alla banca oppure al broker, in quanto potranno servirci degli strumenti a basso rischio se hanno notato che il nostro profilo è a basso rischio, oppure viceversa se avranno notato che siamo dei clienti ad alto rischio.

Molti affermano che il questionario MiFID serva praticamente a niente all’investitore, ma funziona invece come “scudo” per banche ed intermediari. Ma in realtà non è così, in quanto in questo modo ogni cliente è “schedato” ed inserito in un profilo patrimoniale e di rischio/rendimento ben chiaro ed inequivocabile.

E ricordatevi, sempre meglio essere educati che essere le scimmie nel mercato!

Tabella riepilogativa broker trading online

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*Il tuo capitale potrebbe essere a rischio. Questo sito non fornisce consigli di investimento.

*Your capital may be at risk. This is not an investment advice