Libra: Guida alla Criptovaluta di Facebook

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Giugno 24, 2019
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La notizia era nell’aria da tempo e lo scorso 18 giugno è arrivata l’ufficialità: nel 2020 Facebook lancerà Libra, la sua criptovaluta ufficiale. Si tratta di un’innovazione dirompente, che sembra essere destinata a segnare un punto di rottura non solo per quanto riguarda il business di Facebook, ma anche nell’economia mondiale. Quindi non interessa solo agli investitori che vogliono comprare azioni Facebook, ma a tutti.

Nelle prossime righe, cercheremo di capire qualcosa di più su Libra, illustrandone peculiarità e criticità. Per dare pareri definitivi ci vorrà tempo. Fino ad ora, si può solo cercare di capire come funziona senza mai dimenticare che, grazie alle criptovalute e con broker legali come eToro e 24Option, è possibile trarre profitto investendo online.

Come puoi vedere, prima della guida abbiamo inserito un indice, grazie al quale potrai scegliere e approfondire gli aspetti che ti interessano di più.

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Cos’è Libra

Libra è il nome della criptovaluta sviluppata da Facebook. Secondo le dichiarazioni ufficiali del team di Mark Zuckerberg, dietro a questo progetto c’è l’intenzione di “reinventare la moneta” e di “trasformare l’economia globale“. Il primo aspetto da notare in merito riguarda il potenziale bacino di utenza. Se si considera che Facebook ha diversi miliardi di utenti, partirebbe tutto con una base che non ha eguali rispetto alle altre criptovalute disponibili.

Dal punto di vista tecnico, Libra è una stablecoin. Cosa significa? Che il suo valore è statisticamente legato a quello del dollaro. I vantaggi di questa peculiarità sono diversi. Innanzitutto, si ha la possibilità di gestire in maniera agevole il cambio. Inoltre, grazie a tale approccio sarà possibile “liberare” questa criptovaluta dalla volatilità che caratterizza le valute digitali oggi disponibili. Esemplare, a tal proposito, è il caso di Bitcoin e della sua perdita di quota dopo la crescita record del 2017.

Secondo i progetti del team di Facebook, a garantire la stabilità della criptovaluta Libra ci penserà un valore standard. Grazie a questo valore sarà possibile gestire la valuta con un sistema molto simile al gold standard. Ovvero, il punto di riferimento fino al 1944 per il sistema monetario tradizionale.

Le società Partner del progetto Libra

Lo sviluppo di questo progetto è affidato a Libra Association, un’organizzazione senza scopo di lucro. E’ caratterizzata dalla partecipazione di 28 realtà tra aziende, associazioni e istituti di credito. In questo novero è possibile includere Mastercard, Visa, Paypal, Spotify, Iliad e Vodafone.

Abbiamo citato solo alcune delle realtà coinvolte nel progetto, facendo attenzione a chiamare in causa alcuni big del settore delle carte di credito e dei pagamenti istantanei. Lo abbiamo fatto per farti capire che Libra si prospetta come un’innovazione così dirompente da aver spinto diversi attori del mondo finanziario a prendere parte al suo sviluppo.

Come verrà utilizzata Libra e cosa sapere sulle commissioni

Libra potrà essere utilizzata su tutte le “isole” dell’ecosistema Facebook – da qualche tempo a questa parte, parlare di social network è anacronistico – indi non solo sulla piattaforma social vera e propria, ma anche su WhatsApp, su Instagram e su Messenger.

Per gestire i wallet (portafogli elettronici) degli utenti, Facebook ha creato un’azienda ad hoc. Si tratta di Facebook Calibra. Degno di nota è anche il fatto che questa criptovaluta potrà essere utilizzata pure fuori dall’ecosistema del social di Zuckerberg.

Secondo le linee guida del progetto, gli utenti avranno la possibilità di usarla in diversi contesti, dai negozi fisici a quelli online. Un altro aspetto importante riguarda il fatto che Libra sarà legata a una blockchain. Alla luce di ciò, ogni singola transazione sarà registrata e rintracciabile.

Nelle dichiarazioni ufficiali dedicate al futuro di Libra, Zuckerberg ha dichiarato che i membri fondatori hanno proceduto al versamento di denaro e che altro ne verrà messo in campo dagli utenti. Ha inoltre specificato che le suddette somme verranno conservate su conti aperti  presso istituti di credito di tutto il mondo.

Le commissioni su Libra

Sempre da Mark Zuckerberg stesso sono arrivate conferme in merito alla bassa entità delle commissioni. Queste ultime riguarderanno il cambio, ma non le transazioni per l’acquisto di beni o servizi e l’invio di somme ai propri contatti Facebook o Whatsapp.

Molto importante è fare un cenno alla cosiddetta riserva, i cui fondi, sempre a detta del fondatore di Facebook, verranno reinvestiti in attività a basso rischio. Il ricavato di questa attività verrà a sua volta utilizzato per finanziare l’evoluzione del progetto e per pagare i dividenti ai membri di Libra Association.

Quanto varrà Libra?

Come già ricordato, Libra sarà una stablecoin. Ciò vuol dire che il suo valore sarà legato a quello di una moneta reale, ossia il dollaro. Questo permette di calcolare il cambio in qualsiasi momento e considerando anche altre valute. Di conseguenza, si ha modo di individuare anche i numeri del cambio Libra/Euro.

Per entrare ulteriormente nel merito, è possibile fare riferimento al White Paper ufficiale, che parla, nel caso del cambio Libra/Dollaro, della seguente equazione: 1 LBR = 1,0493. Partendo da questi dati, è facile anche calcolare il valore di Libra in Euro. In questo caso, l’equazione di riferimento sarà la seguente: 1 LIBR = 0,94 Euro.

Criticità del progetto

Da quando è stato annunciato il lancio di Libra per il prossimo anno, si sono fatte strada anche numerose considerazioni relative alle criticità di questa criptovaluta. Prima di entare nel merito di questo aspetto, va ricordato che, dal quartier generale di Facebook, sono arrivate assicurazioni in merito alla creazione di una task force che avrà il compito di monitorare le operazioni.

Nonostante questo, non manca chi afferma che con Libra sarà più alto il rischio di evasione fiscale ed episodi di frode e riciclaggio. Si tratta di uno scenario in qualche modo già visto: le perplessità sulla regolarità delle transazioni sono infatti molto simili a quelle che si ebbero all’inizio del percorso di Paypal.

Nei giorni successivi all’annuncio del lancio, i responsabili di diverse Banche Centrali hanno lanciato un allarme, sottolineando che, per questi organi, sarà difficilissimo controllare tutte le transazioni che verranno efettuate con Libra. Le difficoltà saranno legate in primo luogo al fatto che, per effettuare acquisti con Libra o per inviare la criptovaluta in question, non saranno necessarie autorizzazioni e nemmeno il possesso di un conto in banca. Basterà infatti essere in possesso di un account Facebook.

Le perplessità delle Banche Centrali

Come affermato dal Prof Paolo Bernasconi, intervistato anche sulle pagine de Il Sole 24 Ore, il numero di transazioni da monitorare sarà oggettivamente troppo alto per le attuali capacità degli uffici. L’unica soluzione possibile sarebbe la sottoscrizione di una convenzione internazionale tra tutte le entità statali del mondo e finalizzata al controllo di ogni singolo movimento finanziario a livello globale. Si tratta oggettivamente di uno scenario fantascientifico.

A livello teorico, il compito di vigilare sulle transazioni effettuate con la criptovaluta Libra spetterebbe alla Svizzera. Il motivo è legato al fatto che a Gineva si trova la sede di Libra Association, ossia la realtà aziendale creata da Facebook con lo scopo di gestire Libra.

Di certo c’è che si ha a che fare con un sistema contraddistinto dalla mancanza totale di una rete di controlli, situazione che, a detta degli esperti che si sono espressi sulle implicazioni di Libra, cambierà solo quando interverranno delle norme come quelle che prevederanno i controlli sui contanti fino a 1000 euro.

Un’altra problematica di rilievo è legato al fatto che, non sempre, le informazioni presenti sull’account corrispondono al nome e al cognome effettivi del titolare dell’account. Secondo le rivelazioni ufficiali di Facebook, per effettuare transazioni con Libra sarà necessario fornire informazioni veritiere in merito alla propria identità. Questo risolve il problema solo fino a un certo punto: si sa infatti che su Facebook i profili falsi abbondano in tutti i Paesi.

Cosa c’è dietro al nome della criptovaluta di Facebook?

Quando si parla della criptovaluta di Facebook, una domanda che è naturale farsi riguarda il significato del suo nome. Libra è innanzitutto la traduzione latina di “bilancia“, segno zodiacale ma anche richiamo universale al concetto di giustizia. I significati da considerare non finiscono certo qui. Da citare è infatti anche il richiamo alla libbra, unità di misura utilizzata dai tempi degli antichi Romani e a partire dalla quale venivano coniate le monete.

Infine, dietro al nome della criptovaluta di Facebook si può trovare il richiamo al termine francese libre, traducibile come “libero”. Si ha quindi a che fare con una triade specifica di concetti: libertà, giustizia e denaro. La loro centralità è stata richiamata anche da David Marcus, un tempo in forze a Paypal e oggi impegnato nello sviluppo di Libra per conto di Facebook.

Quanto guadagnerà Facebook da Libra?

Secondo gli analisti di Barclays, la criptovaluta Libra potrebbe fruttare a Facebook entrate comprese fra i tre 3 i 19 miliardi di dollari entro il 2021. Oggi come oggi, non è ancora molto chiaro in che modo la creatura di Zuckerberg concretizzerà profitti grazie al progetto Libra.

Libra e le altre criptovalute

I primi giorni successivi all’annuncio del lancio di Libra hanno avuto effetto anche sulle altre criptovalute. Per rendersene conto basta ricordare che Bitcoin ha visto una crescita di valore, raggiungendo i 10.500 dollari. Dal momento che Bitcoin non è una stablecoin, è sicuro che in futuro il suo prezzo diminuirà.

Questo non deve assolutamente preoccupare in quanto, grazie ai CFD (Contracts for Difference), è possibile investire anche nel caso di perdita di quota e, se si indovina l’andamento, trarre profitti. Le strade possibili sono due:

  1. Apertura di una posizione long o di acquisto nei casi in cui si ipotizza una crescita di valore della criptovaluta.
  2. Apertura di una posizione short o di vendita allo scoperto nell’eventualità contraria.

Se si indovina l’andamento, è possibile guadagnare. Come abbiamo appena visto, il valore delle criptovalute è profondamente condizionato non solo dalla domanda e dall’offerta, ma anche da fattori esterni come appunto l’innovazione dirompente di un social come Facebook che lancia la sua valuta digitale.

I vantaggi del Copy Trading con i CFD

Per facilitare ulteriormente l’approccio, si può prendere come modello quanto è già stato fatto da investitori di successo. Chi vuole farlo, può utilizzare eToro (clicca qui per visitare il sito). Questo broker mette a disposizione il Copy Trading, un meccanismo brevettato che permette di copiare automaticamente le strategie di investitori che hanno ottenuto risultati.

Come è possibile capirlo? Grazie a bacheche gratuite a disposizione di tutti gli iscritti, che possono condividere informazioni in merito alla propria attività esattamente come farebbero con Facebook. Non è un caso che eToro (clicca qui per iscriverti) sia noto come il social network del trading online.

Il suo funzionamento è molto semplice: anche chi è alle prime armi con gli investimenti in criptovalute può utilizzare questo broker e, partendo al motore di ricerca interno, trovare i migliori trader, noti come guru. I criteri per cercarli sono diversi. Tra questi è possibile ricordare l’asset di interesse, ma anche il profilo di rischio, il Paese di provenienza, il numero di copiatori, indicatore fondamentale del successo di un guru.

Il Conto demo per fare pratica

Per allenarsi, si può fare riferimento al conto demo, strumento che consente di esercitarsi con denaro virtuale, indi senza alcun rischio per il capitale. Gratuito e illimitato, deve essere seguito dall’apertura del contocon denaro reale. Solo così è infatti possibile iniziare a guadagnare davvero con gli investimenti in Bitcoin e in altre criptovalute.

Per aprire il conto con denaro reale è necessario un deposito di almeno 200 euro, somma versabile tranquillamente anche con carta di credito.

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Ah, un’altra buona notizia riguarda il fatto che eToro è un broker gratuito, dal momento che non richiede alcuna commissione sulle operazioni.

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Un’altra ottima alternativa per investire in Bitcoin e in altre criptovalute (p.e. Ethereum) con i CFD è 24Option. In questo caso, si ha a che fare con un broker che mette a disposizione la straordinaria risorsa gratuita dei segnali di trading, ossia consigli sulla posizione migliore da aprire tra long e short forniti da investitori di fama internazionale.

Pure in questo frangente è possibile esercitarsi con il conto demo. In seguito, quando ci si sente pronti, si potrà passare a quello con denaro reale grazie a un deposito minimo di 250 euro.

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Conclusioni

Per l’arrivo di Libra, la criptovaluta di Facebook, bisognerà aspettare ancora un po’. Nel frattempo, è possibile investire in altre valute digitali. Quello che conta è operare facendo riferimento a broker legali come eToro e 24Option, piattaforme che consentono anche ai principianti di iniziare a fare trading in maniera sicura!

*Il vostro capitale potrebbe essere a rischio. Questo non è un consiglio di investimento