Che cosa sono le IPO e come si possono utilizzare per fare trading con i CFD

IPO
aprile 12, 2018
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Interessarsi al trading online vuol dire, per forza di cose, incontrare termini tecnici come IPO. Cosa sono? Se vuoi saperne qualcosa in merito, seguici nelle prossime righe. Per aiutarti a chiarire le idee in merito, abbiamo creato una guida completa, con consigli specifici per fare trading.

Subito qui sotto puoi trovare un indice. Grazie ad esso, avrai modo di scegliere gli argomenti che più ti attirano e di approfondirli nel dettaglio. A questo punto, non ti rimane che entrare nel vivo delle informazioni sulle IPO e su come utilizzarle per fare trading con broker di assoluta qualità come eToro (clicca qui per aprire un conto demo).

IPO definizione: cos’è e tipologie

Cos’è una IPO? Ricordiamo innanzitutto che l’acronimo si scioglie con Initial Public Offering. In poche parole, l’IPO altro non è che l’offerta al pubblico riguardante l’acquisto delle azioni di una realtà pronta a quotarsi in Borsa.
L’IPO è una condizione molto importante per la quotazione e, in parole molto semplici, rappresenta una sollecitazione all’investimento. Quando una società decide di organizzarla, deve attenersi alla disciplina del Testo Unico della Finanza. Per quel che concerne il caso dell’Italia, le IPO si svolgono tenendo conto del seguente percorso schematico:

  1. Approccio strategico ai vantaggi della quotazione in Borsa, che può prevedere, prima di tutto, dei benefici riguardanti la riduzione dell’indebitamento societario. In questa sede, vengono valutati anche i costi diretti e indiretti della quotazione, che comprendono, tra le varie voci, gli oneri amministrativi e la necessità di istituire un servizio di relazione agli investitori.
  2. Individuazione degli intermediari in grado di affiancare la società nell’offerta pubblica.
  3. Emissione di tutti i prospetti informativi redatti sulla base delle normative Consob e definizione del prezzo dell’offerta.
  4. Collocamento dei titoli azionari.
  5. Quotazione sui mercati finanziari regolamentati.

Come specificato nel titolo di questo paragrafo, l’IPO può essere di diverse tipologie. Vediamo quali.

  1. OPS (offerta pubblica di sottoscrizione): in questo caso, abbiamo a che fare con la vendita di titoli azionari di società che partono da zero per quanto riguarda la quotazione in Borsa. In tale frangente, dal momento che sul mercato vengono collocate delle azioni di nuova emissione, l’offerta determina un aumento del capitale della società. L’OPS può essere destinata a un target indistinto di investitori, oppure solo a investitori istituzionali. Il pubblico può essere ancora più ristretto. Esistono infatti OPS che si rivolgono solo a un numero limitato di soggetti. In questo caso, si tratta di collocamenti privati.
  2. OPV (offerta pubblica di vendita): questa tipologia di IPO riguarda le società che mettono in vendita titoli azionari non nuovi e già acquistati dagli investitori. In questo caso, a differenza di quanto accade con l’OPS, azionisti e investitori cedono parte dei titoli in loro possesso. Non si concretizza, infatti, alcuna raccolta di capitale per l’impresa. Si verifica, infatti, solamente una raccolta di liquidità a favore degli offerenti. L’OPV ha diversi obiettivi. Tra i più importanti, va citata la parità di trattamento tra gli investitori coinvolti. Fondamentale, inoltre, è la trasparenza nell’operazione. In molti casi, le società quotate ricorrono all’OPV per mettere in atto una procedura di privatizzazione. Anche in questo caso, il target può essere quello degli investitori retail, ma anche quello degli investitori istituzionali.
  3. OPVS (offerta pubblica di vendita e sottoscrizione): la terza tipologia di IPO raccoglie le caratteristiche della prima e della seconda.
IPO

Le IPO si dividono in diverse fasi e possono essere di tre tipologie

Per entrare maggiormente nello specifico, parliamo un attimo della differenza tra la prima e la seconda tipologia. Il principale elemento distintivo consiste nella modalità d’incasso. Nel caso dell’OPS, entra tutto nelle casse della società che si quota. Quando, invece, si ha a che fare con l’OPV, l’incasso finisce nelle tasche degli investitori che risultano come iniziali possessori delle azioni.

Approfondendo tutto quello che riguarda IPO cos’è, è necessario dire qualcosa sul calcolo del prezzo. Per arrivare a questo risultato, bisogna mettere in atto una procedura abbastanza complessa. In ogni caso, ricordiamo che per concretizzarla esistono tre metodi, ossia i seguenti:

  • Book building
  • Asta
  • Offerta a prezzo fisso

La prima metodologia è la più utilizzata, almeno in contesto italiano. Riassumendo molto, specifichiamo che, in questo caso, si punta a formare una forchetta di prezzo partendo dalla domanda espressa dagli investitori iniziali.

Come si calcola la forchetta di prezzo? Pure in questo caso, abbiamo a che fare con un’operazione abbastanza complessa e, esattamente come per il prezzo della IPO, possiamo parlare di tre alternative per arrivare a un risultato.

La prima è il metodo patrimoniale. Si tratta dell’opzione più battuta, che si basa, in sostanza, sul calcolo dei futuri flussi di cassa della realtà societaria. Il secondo metodo da considerare per il calcolo della forchetta di prezzo è quello dei multipli di mercato. Come funziona? In questo caso, al centro dell’attenzione c’è il confronto tra i multipli della società che sta per fare il suo ingresso sui mercati e quelli delle realtà che, invece, sono già quotate.

Concludiamo parlando del metodo patrimoniale, preso come riferimento quando risulta difficile dare una valutazione della società pronta a quotarsi.

Bisogna fare molta attenzione quando si calcola la forchetta di prezzo. Se è eccessivamente alta in confronto al valore della società, si rischia che la IPO perda di attrattiva e che i trader non la considerino.

Quando, invece, le cose vanno bene, si prendono come riferimento i dati del book building, così da stabilire, alla fine, il prezzo dei titoli azionari da lanciare sul mercato. Capita di sovente che il suddetto venga definito alla fine della IPO.

IPO finanza: cosa attrae gli investitori?

Perché si parla tanto di IPO in ambito trading? Cosa, di preciso, attira l’interesse degli investitori? Il fatto che la società appena quotata possa rappresentare un’occasione di profitto. In poche parole: quando un trader pensa che una realtà abbia un futuro promettente dal punto di vista della crescita, investe nell’IPO. Se non è convinto, aspetta i titoli azionari successivi.

L’attenzione all’IPO è considerata un’opportunità sia per i trader che guardano al risultato sul lungo termine – i cosiddetti cassettisti – sia per gli speculatori. Per quale motivo? Perché, in tutti e due i casi appena ricordati, è possibile fare riferimento alla tecnica del flipping. In cosa consiste? Nella scelta di vendere subito i titoli ottenuti durante la IPO. Ovviamente prendere questa strada è opportuno soprattutto se ci si accorge della crescita del valore dei titoli stessi.

IPO significato: come fare trading con i CFD

Per capire fino a fondo cosa sono le IPO, è necessario parlare del loro ruolo nel trading con i CFD. In questo caso, prendiamo in considerazione ancora una volta la tecnica del flipping. Per quale motivo? Perché viene spesso utilizzata da chi opera sui mercati tramite i già citati CFD. Prima di entrare nel dettaglio della situazione, ricordiamo che, con questo acronimo, si inquadrano i Contracts for Difference.

I CFD altro non sono che strumenti derivati, diffusi da una ventina d’anni ma diventati popolari solo in seguito all’esplosione del trading online. Qual è la loro principale caratteristica? Il fatto di consentire il trading semplicemente replicando l’andamento dell’asset.

Ciò vuol dire, in poche parole, che chi opera ha la possibilità di guadagnare anche se l’asset – che può essere un titolo azionario, un indice o una criptovaluta – perde valore. L’importante, infatti, è aprire la posizione giusta tra long e short e prevedere la corretta direzione del trend.

Tornando un attimo alle IPO e a come possono essere utilizzate per fare trading con i CFD ricordiamo che, in questo caso, i trader fanno riferimento alla leva finanziaria, un moltiplicatore che permette di esporsi sul mercato con una somma più alta rispetto al deposito iniziale.

Giusto per fare un esempio, specifichiamo che, in caso di leva 1:10, se il deposito è pari a 1.000 euro, si opera sul mercato con una posizione decisamente più alta, pari a 10.000 euro. Su questa cifra, vengono calcolati sia i guadagni sia le perdite.

Per sfruttare le IPO nel trading CFD, bisogna considerare dei broker specifici, ossia quelli regolamentati. Quali sono? Ecco, nelle prossime righe, le caratteristiche dei principali.

Iq Option

Broker famoso nel mondo – è disponibile in più di 200 Paesi – è sponsor di un marchio sportivo di primaria importanza come Aston Martin. La sua caratteristica principale riguarda la possibilità di iniziare a fare trading con una somma minima molto contenuta, pari a soli 10 euro.

Per iniziare a operare con le azioni e non solo e farlo con sicurezza, è consigliabile iniziare dal conto di esercitazione (clicca qui per aprirne uno). Si tratta di un conto demo illimitato, accessibile dalla home. Dopo aver preso la mano con le caratteristiche dell’asset e della piattaforma, è consigliabile passare al conto con denaro reale. In questo caso, come già detto, il deposito minimo è pari a 10 euro.

Tra i metodi di prelievo e deposito è possibile ricordare

  • Visa
  • Visa Electron
  • Mastercard
  • Maestro
  • Web Money
  • Skrill
  • Neteller
ipo significato

Iq Option è un broker molto utile per fare trading con i CFD sulle IPO

eToro

eToro è un altro punto di riferimento fondamentale quando si parla di come sfruttare le IPO per fare trading con i CFD. Questo broker, si distingue da tutti gli altri per via dell’approccio social. Funziona grazie al social trading, un meccanismo che si basa su un concetto molto simile a quello di qualsiasi piattaforma di networking.

Ogni utente ha un suo profilo gratuito, tramite il quale ha la possibilità di condividere contenuti gratuiti con il resto della community. Ovviamente, può mettere in comune anche i risultati. Chi ottiene i migliori, viene seguito e vede la sua strategia replicata. Grazie a questo sistema, i cosiddetti trader guru hanno la possibilità di guadagnare.

Chi segue, come già ricordato, può migliorare la propria strategia grazie a chi ha già concretizzato performance soddisfacente. eToro, quindi, è un felicissimo mix fra trading automatico e intelligenza umana.

La piattaforma, regolamentata CySEC, è disponibile in più lingue e ha un’app dedicata. Ovviamente, permette di aprire un conto demo. Se vuoi metterti alla prova, puoi cominciare da qui.

Plus500

Piattaforma online dal 2008, permette di fare trading, tramite i CFD, sui titoli azionari e su altri asset, come per esempio le criptovalute, gli indici e gli ETF. Anche in questo caso, è possibile aprire un conto demo illimitato. Se vuoi testarlo, clicca qui e inserisci i dati richiesti.

Markets.com

Questo broker si distingue per la possibilità di accedere, a titolo assolutamente gratuito, a numerosi sussidi formativi, disponibili anche in caso di conto senza denaro reale. In questo modo, chi vuole imparare a fare trading con i CFD sfruttando il momento delle IPO può operare con maggior cognizione di causa. Regolamentato come gli altri, consente di impratichirsi con un conto demo. Se vuoi saperne di più ed eventualmente procedere alla registrazione, clicca qui.

24Option

Broker sponsor della Juventus F.C., consente di operare sfruttando al massimo le potenzialità dell’analisi tecnica e di ricevere segnali di trading gratuiti. Caratterizzato da una valida sezione dedicata alla formazione gratuita, è legale e consente di iniziare con un conto demo. Per aprirlo, non devi fare altro che cliccare qui.

Tutti i broker in questione, ottimi per fare trading con i CFD ottimizzando i vantaggi delle IPO, sono gratuiti. L’unico onere da considerare, infatti, è lo spread, ossia la differenza minima tra bid e ask. Non sono previste commissioni di alcun tipo.

*Il vostro capitale potrebbe essere a rischio. Questo non è un consiglio di investimento