Comprare azioni Mediaset: Guida con Strumenti e Broker

novembre 16, 2018
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Comprare azioni Mediaset conviene? Quali sono gli strumenti più utili al proposito? Se sei qui, significa che ti stai facendo qualche domanda su questo tema. La guida che puoi leggere qui sotto, è stata creata proprio per aiutarti a chiarire le idee sull’argomento.


Grafico in tempo reale quotazione azioni Mediaset

Cosa troverai? Informazioni sulla società in questione, sullo storico dei suoi titoli, ma anche dritte sugli strumenti migliori per fare trading e su broker come Plus50024Option, ottime soluzioni per fare trading con sicurezza.

Come vedi, abbiamo creato anche un indice. Grazie ad esso, potrai scegliere e approfondire gli argomenti che ti interessano di più.

comprare azioni mediaset

Azioni Mediaset cosa fare e presentazione della società

Chi vuole comprare azioni Mediaset e capire come gestire i titoli in questione, dovrebbe prima di tutto informarsi sulle caratteristiche della società. Iniziamo a dire che Mediaset è il principale operatore privato in Italia per quanto riguarda le telecomunicazioni, in particolare il settore televisivo.

Il gruppo Mediaset è il principale della holding Mediaset SpA. Quest’ultima fa a sua volta parte di Fininvest, holding fondata nel 1975 da Silvio Berlusconi.

Come già detto, la storia di questa società è una pietra miliare della comunicazione italiana. Tutto è iniziato alla fine degli anni ’70, con la fondazione dell’emittente privata Telemilano. In poco tempo e sulla scia di un forte successo, Telemilano è diventata Canale 5. L’offerta del gruppo si è poi ampliata nel 1982 e nel 1984, anni di nascita di Italia 1 e di Rete 4.

L’insieme di queste reti televisive è stato poi denominato Rti. Il business in questione ha iniziato, sempre in poco tempo, a ricevere il supporto della concessionaria pubblicitaria Publitalia 80. Degna di nota per capire la forza del gruppo in quegli anni è anche Videotime, una società di servizi tecnici.

Nel 1996, Videotime, Publitalia 80 ed Elettronica Industriale sono state incluse nel gruppo Mediaset, che ha iniziato così il suo percorso sui mercati azionari. Inizialmente, i dirigenti si sono rivolti a un target di investitori istituzionali, prendendo in considerazione anche circa 300.000 azionisti retail.

All’anno successivo risale invece un importante passo per l’espansione sul mercato europeo, ossia l’acquisizione del 25% delle quote di Telecinco, emittente di punta in Spagna. Nel 2003 il controllo delle quote da parte di Mediaset ha superato il 50%.

Proseguendo con l’elenco delle tappe fondamentali per la storia di Mediaset arriviamo al 2005, anno di lancio della piattaforma di Pay TV Mediaset Premium. Il 2006 è stato invece l’anno della tecnologia Digital Video Broadcast Handheld, punto di riferimento internazionale per la Mobile Tv in digitale terrestre.

Al 2007 risale un ulteriore step importante per l’espansione in territorio europeo, caratterizzato dalla firma di un contratto di partnership con Cyrte Found e Goldhman Sac. Grazie a questa mossa strategica, Mediaset ha assunto il controllo di Endemol, player olandese specializzato in produzione televisiva.

Nel 2008, invece, il gruppo ha acquistato Medusa e Taodue, consolidando la propria presenza anche nel settore cinematografico. Due anni più tardi, Mediaset è stata inclusa da Reteurs tra i migliori gruppi media a livello europeo.

Per quanto riguarda la concorrenza, è il caso di ricordare che, considerando il posizionamento di Mediaset nella distribuzione dei contenuti televisivi, è davvero molto debole. Tra i nomi che è impossibile non citare ricordiamo la televisione di Stato RAI e, a livello internazionale, TF1 e Sky.

Aprendo invece la parentesi delle partnership, è doverosa la menzione dell’accordo con Vivendi, siglato nel 2016. Le due imprese si sono accordate per la gestione di iniziative nell’ambito della distribuzione dei contenuti televisivi.

Commenti azioni Mediaset: cosa sapere sulla quotazione

Le azioni del gruppo Mediaset sono quotate sul MTA (Mercato Telematico Azionario) della Borsa Italiana. Da ricordare è anche il fatto che integrino il calcolo dell’indice FTSE MIB. Guardando invece i grafici storici, è possibile notare delle fluttuazioni a medio termine.
Questa peculiarità rende i titoli del gruppo un buon punto di riferimento per chi vuole fare trading con i CFD (Contracts for Difference). Anche il contesto in cui è inserito aiuta molto a capire l’importanza del titolo. L’indice FTSE MIB è infatti caratterizzato dalla presenza quasi esclusiva di titoli bancari. L’intero paniere risulta quindi fortemente condizionato dalla situazione degli istituti di credito.

Da ricordare è anche che, tra i titoli quotati su Piazza Affari, le azioni Mediaset sono le uniche afferenti al settore media ed editoria.

Per quanto riguarda i numeri recenti, è da ricordare la chiusura del bilancio in rosso nel 2016. Con una perdita vicina ai 300 milioni di euro, il biscione ha fatto registrare quella che, ad oggi, è la performance peggiore della sua storia.

La frenata in questione, causata dal mantenimento di Premium, non ha intaccato i ricavi pubblicitari, che hanno fatto registrare un + 2,8%. Se nel 2016 non ci fosse stato il peso di Mediaset Premium, il risultato operativo sarebbe stato positivo per oltre 130 milioni di euro.

A fare da traino al gruppo sono i ricavi inerenti il settore pubblicitario. Per dare ulteriori numeri, è il caso di ricordare che, nel primo trimestre 2017, è stato riscontrato un aumento superiore al 2% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

Il trend da questo punto di vista è indubbiamente positivo e potrebbe portare al pieno soddisfacimento dei requisiti relativi al piano Mediaset 2020.

Estremamente positiva si è rivelata negli ultimi anni anche la raccolta pubblicitaria nel comparto radiofonico.

Azioni Mediaset previsioni e andamento

Come poco fa ricordato, l’andamento delle azioni Mediaset si è rivelato molto fluttuante. Diamo qualche numero in merito ricordando che, nel 2007, i titoli Mediaset valevano poco più di 9,36 euro ciascuno. Nel 2012, in seguito a un forte crollo, hanno raggiunto il minimo storico di 1,144 euro ad azione. Nonostante le ripercussioni della Brexit sul valore del titolo, gli analisti hanno confermato il rating buy.

Si può quindi parlare di ottime prospettive sul lungo periodo. Da parte del management del gruppo sono stati infatti confermati da tempo investimenti per 250 milioni di euro entro il 2020. Il budget in questione sarà suddiviso tra innovazione tecnologica, acquisizione di diritti, creazione di nuovi contenuti.

Azioni Mediaset cosa fare: pro e contro

Comprare azioni Mediaset con approccio consapevole significa considerare sia i pro, sia i contro. Nel primo caso, è bene ricordare che il gruppo rientra nell’elenco delle realtà imprenditoriali più forti dell’intero comparto borsistico italiano.

Inoltre, gode di un vantaggio interessante rispetto ai concorrenti, dal momento che detiene le autorizzazioni necessarie alla gestione dei canali multiplex. Molto importante è anche l’estensione della gamma di prodotti, soprattutto per quanto riguarda l’ambito televisivo.

Cosa dire, invece, in merito ai contro? In primo piano è il caso di citare le forti polemiche relative alle frequenze televisive utilizzate dal gruppo. Secondo i principali concorrenti del biscione, queste ultime sarebbero state distribuite in maniera ingiusta. Da citare è anche la difficoltà a espandere le proprie attività nel resto del mondo. Quest’ultima è dovuta soprattutto alla agguerrita concorrenza di player internazionali che si muovono con strategie di espansione più efficaci.

Per gestire al meglio il tutto, è molto importante realizzare una buona analisi fondamentale. Fondamentale a tal proposito è tenere gli occhi sempre aperti sulle notizie inerenti il gruppo di Cologno Monzese. Si può per esempio fare attenzione all’importante opportunità che sono le partnership strategiche con altri nomi importanti del settore televisivo, così da concretizzare una maggiore espansione all’estero.

Un altro aspetto degno di attenzione riguarda la legislazione europea sui decoder ibridi, che potrebbe portare benefici importanti al gruppo fondato da Silvio Berlusconi. Vanno chiaramente tenute d’occhio anche le “mosse” di concorrenti come Sky, La7 e RAI.

Tutti questi dati sono fondamentali per fare trading con le azioni Mediaset. Gli strumenti più utili al proposito sono i già citati CFD. Seguici nelle prossime righe per scoprirne caratteristiche e vantaggi.

Trading azioni Mediaset: perché i CFD?

I CFD (Contracts for Difference) sono strumenti derivati che consentono di operare replicando l’andamento dell’asset, senza bisogno di acquistarlo concretamente. Chiaro è che il loro principale vantaggio riguarda la tutela dalla volatilità che, notoriamente, contraddistingue l’asset azionario.

Inoltre, permettono di guadagnare pure se l’asset perde quota. Quello che conta è infatti aprire la posizione giusta tra long (acquisto) e short (vendita), azzeccando l’andamento dell’asset stesso.

Un altro vantaggio dei CFD riguarda la mancanza di commissioni. L’unico onere da considerare è infatti lo spread, ossia la differenza tra bid e ask. Hanno anche un rovescio della medaglia non indifferente, ossia il fatto di essere prodotti a leva. Il moltiplicatore in questione permette di esporsi sul mercato con una somma più alta rispetto a quella del deposito iniziale. In tal modo, si amplificano sia i guadagni, sia le perdite. Alla luce di tale aspetto, è fortemente raccomandata la familiarità con i meccanismi di Stop Loss, che indicano al broker il momento esatto per arrestare le perdite.

A questo punto, è arrivato il momento di parlare dei broker migliori per fare trading con le azioni Mediaset. Nelle prossime righe, ci soffermeremo in particolare su Plus500 e 24Option.

Plus500 e 24Option: vantaggi per chi fa trading con le azioni Mediaset

Comprare azioni Mediaset con Plus500 e 24Option è un’ottima scelta. Questi broker, infatti, sono contraddistinti da un altissimo livello di sicurezza. Entrambi dotati di licenza CySEC e autorizzazione Consob, permettono di iniziare con il conto demo, grazie al quale è possibile esercitarsi e prendere confidenza con le caratteristiche dell’asset e della piattaforma senza mettere a rischio il capitale.

Nel caso di Plus500, considerato il miglior fornitore di CFD al mondo, il tratto distintivo è la semplicità. In pochi minuti, infatti, è possibile aprire il conto demo. Si comincia accedendo al sito e si procede cliccando su “Inizia a fare trading adesso”. Dopo aver inserito i propri dati, ci si trova nell’ambiente demo, caratterizzato da un alto livello di semplicità di gestione. Bastano infatti pochi secondi per aprire e chiudere le posizioni.

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Una volta trascorse un paio d’ore, è consigliabile passare al conto con denaro reale. Chi vuole aprirne uno su Plus500 per comprare azioni Mediaset – ma anche per operare con altri asset – deve mettersi nell’ottica di un deposito minimo di 100 euro.

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Guardando invece a 24Option, altro broker legale e apprezzato a livello mondiale, è il caso di citare i segnali di trading. Cosa sono? Informazioni pratiche frutto dell’analisi di dati in tempo reale ma anche di un monitoraggio storico.

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Molto utili ai fini delle decisioni in sede di trading, i segnali sono messi a disposizione dalla società Trading Central. Sono importanti, nessuno lo nega, ma non devono essere presi come Vangelo. Spetta infatti al singolo trader e solo a lui l’onere di prendere la decisione sulla posizione da aprire.

Per iniziare a utilizzare i segnali di trading, è ovviamente necessario iscriversi al broker. Per cominciare, è bene impratichirsi con il conto demo. Quest’ultimo, mette a disposizione 10.000 euro virtuali. Illimitato e gratuito, dovrebbe essere sostituito con il conto con denaro reale dopo un paio d’ore.

In questo caso, 24Option mette a disposizione diverse alternative. La prima è il Conto Basic che, con un deposito di 100 euro, permette di accedere alle consulenze telefoniche di un account manager dedicato. Ci sono anche altri conti, ma hanno peculiarità professionali e richiedono un investimento molto più alto.

Cominciare con un conto Basic va benissimo. Come già detto, per aprirlo è necessario un deposito di 100 euro. Il suddetto può essere effettuato con carta di credito VISA/Mastercard, ma anche con Paypal o Skrill.

Per il prelievo si può utilizzare il bonifico, ricordandosi di inviare al broker i propri documenti di identità. In ogni caso le somme sono sempre al sicuro, dal momento che 24Option, come tutti gli altri broker seri, le custodisce su conti ad hoc.

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Conclusioni

Le azioni Mediaset, considerando la storia e le peculiarità del gruppo, sono un asset indubbiamente interessante. Per trattarle e fare trading bisogna innanzitutto procedere con buonsenso. I risultati non arrivano dall’oggi al domani. Scegliendo i broker giusti si hanno maggiori chance di ottenerli. 24Option e Plus500 sono ottime alternative e fanno parte di un elenco di numerose altre opzioni.

Come già detto, fare trading su questo asset – e non solo – vuol dire andare incontro a un rischio ineliminabile. Fondamentale è ricordare la possibilità di tenerlo sotto controllo tramite una tecnica semplice come il Money Management. Come funziona? Tramite la divisione del capitale in più parti. Ciascuna di esse deve essere associata a un singolo asset o a una specifica operazione, evitando di puntare più del 5% ogni volta.

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*Il vostro capitale potrebbe essere a rischio. Questo non è un consiglio di investimento