Azioni Spotify: IPO, come investire, trading online

azioni spotify
aprile 13, 2018
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In queste settimane, si parla tantissimo di azioni Spotify. Chiunque presti un minimo di attenzione alle novità dei mercati, sa infatti perfettamente che Spotify, il più grande servizio di musica in streaming al mondo, ha mantenuto le promesse relative alla quotazione in Borsa, facendo il suo esordio sui mercati finanziari senza passare da intermediari ma con un collocamento diretto.

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Spotify si è quotata in Borsa senza IPO

Prima di parlare in maniera completa di tutto quello che riguarda i titoli azionari in questione, ricordiamo che la società esiste dal 2006. Oggi, a più di dieci anni dalla nascita, l’azienda madre di riferimento è la Spotify Ltd di Londra. La parte di ricerca e sviluppo continua invece a essere curata in Svezia.

Il servizio vanta più di 70 milioni di utenti. Il modello di business prevede come principale fonte di introiti gli abbonamenti, che permettono, tra le varie cose, di ascoltare musica senza annunci pubblicitari.
Chiaramente, è altissimo l’interesse nei confronti delle azioni Spotify. Cosa si può dire in merito? Per rispondere a questa domanda, abbiamo creato una guida punto per punto.

La puoi trovare nelle prossime righe. Come vedi, c’è anche un indice grazie al quale potrai scegliere gli argomenti che più ti interessano e approfondirli. Ovviamente, daremo anche qualche consiglio per fare trading con l’asset in questione e ci soffermeremo in particolare sui vantaggi di broker come Plus500 (cliccando qui puoi aprire un conto demo) e su quelli di strumenti come i CFD.

Azioni Spotify IPO: ecco cosa sapere

Una caratteristica senza dubbio particolare della quotazione in Borsa di Spotify riguarda l’assenza di una IPO (Initial Public Offering) tradizionale. Come preannunciato nelle settimane che hanno preceduto l’ingresso ufficiale sui mercati, il gruppo ha bypassato gli investitori tradizionali, considerati generalmente un valido riferimento per il successo delle operazioni iniziali, rivolgendosi direttamente al mercato.
Per essere più precisi, è bene dire che Spotify ha scelto la strada della DPO. Optando per tale alternativa, la società svedese non ha emesso nuove azioni. Grazie alla notevole liquidità, infatti, non ha avuto la necessità di ulteriori capitali. Con la DPO, gli investitori già in possesso di quote di Spotify hanno avuto la possibilità di venderle subito. Con la IPO, invece, sarebbero rimaste bloccate per un determinato periodo.
Questo approccio ha portato diversi vantaggi. In primo luogo, è da citare l’assenza di commissioni di sottoscrizione. Degna di un cenno è anche la mancanza di restrizione sulle vendite, così come l’assenza di coinvolgimento di banche di investimento. Tra gli altri pro, elenchiamo l’assenza di spese per il roadshow (il classico “tour” promozionale dedicato agli investitori istituzionali). Questi aspetti, hanno permesso al colosso svedese di fare il suo debutto in Borsa mantenendo molto basso l’impegno economico.

La scelta di esordire sui mercati senza IPO, però, non è stata priva di conseguenze critiche. Diversi investitori, infatti, si sono fatti domande sull’effettiva convenienza dei titoli azionari della società svedese. Interrogarsi in merito è normale in quanto, oggi come oggi, Spotify è solo uno dei player in un mercato molto competitivo, ossia quello della musica in streaming, che vede in prima linea anche altri attori, come per esempio Apple Music.

Molto importante è ricordare anche che, in virtù dell’assenza di un’IPO tradizionale, il debutto sui mercati delle azioni Spotify è stato caratterizzato da un notevole livello di volatilità. Per dare qualche numero in merito, precisiamo che, nella fase privata di scambio, il prezzo del titolo è passato da poco più di 30 dollari a picchi di 125. La prima sessione è stata chiusa sui 149 dollari. Nel lasso intraday, comunque, il titolo ha toccato il picco dei 155 dollari. Il giorno di avvio delle quotazioni è partito con il titolo a 165,9 dollari. Il prezzo, poi, ha raggiunto e superato di poco i 169 dollari, per chiudere infine ai 149 sopra ricordati.

In ogni caso, al di là della volatilità annunciata che ha caratterizzato il primo giorno di permanenza sui mercati del titolo. il debutto in Borsa delle azioni del gruppo si è rivelato un vero record. Quello del servizio di musica in streaming, infatti, è stato l’esordio migliore degli ultimi tempi nel settore tecnologico.

Come per altre società, il prezzo delle azioni di Spotify è stato determinato dal fondamentale equilibrio tra domanda e offerta. I dati in merito sono risultati chiari fin da subito. A tal proposito, è bene aprire una piccola parentesi e dire che, nel caso specifico di Spotify, l’assenza di sottoscrizioni iniziali ha rappresentato un pericolo per la quotazione.

Detto questo, è arrivato il momento di entrare nel vivo dei consigli per investire.

Azioni Spotify come investire: modalità e strumenti

Come investire in azioni Spotify? Rispondere bene a questa domanda è fondamentale. Leggendo i principali contro della DPO, può capitare di preoccuparsi per la volatilità dei titoli azionari, un rovescio della medaglia che, in generale, riguarda sempre l’asset in questione.

Come tutelarsi? Facendo riferimento a strumenti specifici, ossia i CFD (Contracts for Difference). Cosa sono? Strumenti derivati che esistono da una ventina d’anni. Se ne parla però in maniera approfondita solo da quando il trading online è diventato appannaggio di tutti. I CFD, infatti, sono molto semplici da gestire. In poche parole, sono definibili come contratti in cui un acquirente, previo pagamento, riceve i rendimenti di un’attività finanziaria sottostante.

Grazie a questi strumenti, quindi, è possibile fare trading senza comprare gli asset, tutelandosi quindi dalla loro volatilità. Il principale vantaggio dei Contracts for Difference, molto utili quando si tratta di operare con le azioni Spotify, riguarda la possibilità di guadagnare anche se l’asset perde quota.
La cosa importante, infatti, è aprire la posizione giusta tra long e short.  I CFD hanno anche un rovescio della medaglia, ossia la leva finanziaria. Questo moltiplicatore, consente di operare con cifre superiori al capitale posseduto inizialmente. Bisogna fare molta attenzione, in quanto l’intera posizione viene calcolata sulla cifra complessiva, che amplifica sia i guadagni sia le perdite.

Per concludere questo breve excursus sulle caratteristiche dei CFD, gli strumenti primari per investire con successo sulle azioni Spotify e non solo, ricordiamo che non prevedono commissioni. L’unico onere da considerare, infatti, è lo spread, ossia la differenza tra bid e ask.

Azioni Spotify come fare trading: guida ai broker

Dopo la premessa del paragrafo precedente, entriamo ancora più nel dettaglio dei consigli per fare trading con le azioni Spotify. Come accennato all’inizio di questa guida, essenziale è fare riferimento ai broker giusti.

Quali sono? Prima di elencarli, vediamo i criteri principali da considere nella scelta.

  • Legalità: i broker degni di attenzione sono quelli legali. Prima di iniziare a fare trading, a prescindere dall’asset, è necessario controllare che siano presenti riferimenti relativi alla licenza CySEC (Cyprus Securities and Exchange Commission, l’autorità di vigilanza di Cipro) e all’autorizzazione da parte di organi di controllo come la Consob, giusto per citarne uno e chiamare in causa il contesto italiano.
  • Gratuità: abbiamo citato poco fa lo spread. La differenza tra bid e ask deve essere l’unico onere a carico del trader. Le commissioni, infatti, da tempo non sono più da prendere in considerazione quando si fa trading.
  • Possibilità di aprire un conto demo: grazie al conto demo senza denaro reale, è possibile impratichirsi con le caratteristiche dell’asset e con quelle della piattaforma in generale. Dopo aver preso la mano con tutto questo, però, è il caso di mettersi in gioco con il conto con denaro effettivo. Solo così, infatti, è possibile scoprire le vere caratteristiche del trading online e, soprattutto, il rischio ineliminabile, affrontando il tutto con il giusto atteggiamento psicologico.

Molto importante è anche la presenza di sussidi formativi. Il trading online con le azioni Spotify, infatti, va affrontato formandosi adeguatamente e i broker che stiamo per elencare permettono di farlo. Quali sono queste piattaforme? Ecco le principali con le loro caratteristiche.

Azioni Spotify su Plus500

Plus500 è un broker online dal 2008. Tra i maggiori fornitori di CFD al mondo, permette di fare trading sui titoli azionari e, ovviamente, ha compreso anche quelli di Spotify. Da ricordare, inoltre, è la possibilità di visionare i grafici relativi all’andamento in tempo reale dell’asset. Questi strumenti, essenziali per operare, possono essere arricchiti con indicatori di analisi tecnica.
Facilissimo da utilizzare, Plus500 consente di aprire un conto demo. Per farlo, basta clicccare sul pulsante blu “Inizia a fare trading adesso”. Dopo aver superato questo step, ci si trova davanti a due box, uno dedicato al conto demo, uno a quello con denaro reale. Degna di nota è anche la presenza dei pulsanti per il download delle app. Se vuoi metterti alla prova con un conto senza denaro reale, clicca qui.

spotify come fare trading

Plus500 è un ottimo broker per fare trading con le azioni Spotify

Comprare le azioni Spotify con eToro

eToro è un altro riferimento fondamentale per chi vuole fare trading con le azioni Spotify. Questo broker, è considerato una soluzione perfetta per chi è alle prime armi nel mondo del trading. Per quale motivo? Perché si basa sul social trading, un approccio di condivisione dei risultati tramite un profilo gratuito messo a disposizione dal broker.
Ogni utente ne ha uno e può utilizzarlo, come già detto, per mettere in comune le proprie strategie con gli altri trader. I guru, ossia coloro che ottengono risultati migliori, possono essere seguiti e la loro strategia replicata automaticamente. Chi viene seguito guadagna, mentre chi segue ha modo di ottimizzare l’approccio al trading online partendo da ottime basi.

Anche nel caso di eToro, è possibile aprire un conto demo, grazie al quale impratichirsi anche con la funzione di ricerca dei guru. Se vuoi provarlo, clicca qui.

Markets.com

Anche Markets.com è un broker che merita attenzione quando si tratta di capire come fare trading con le azioni Spotify. Questa piattaforma, perfettamente legale, ha come caratteristica principale la possibilità di accedere a sussidi formativi gratuiti, disponibili anche in caso di conto demo. Fondamentale, inoltre, è la qualità del customer care, disponibile anche in italiano. Se vuoi provare le funzionalità del conto demo, inizia qui.

Iq Option e azioni Spotify

Cosa dire di Iq Option? Che si tratta di un altro broker molto interessante. La sua peculiarità principale riguarda la possibilità di iniziare a fare trading con un deposito minimo di soli 10 euro. Semplice da utilizzare, permette di formarsi gratuitamente grazie a una sessione di video esaurienti e molto chiari.

Le azioni di Spotify sono a breve gestibili tramite i CFD su questa piattaforma, regolamentata CySEC e sponsor di Aston Martin. Se vuoi aprire un conto di esercitazione, non ti resta che cliccare qui.

Concludiamo ribadendo che, anche con i CFD, il trading online con le azioni Spotify è rischioso. Per questo è necessario operare solo dopo aver completato un’adeguata formazione e, soprattutto, ricordando l’importanza di strategie come il Money Management.

Cosa implica? La divisione del capitale in più parti, ciascuna delle quali va destinata a un asset diverso o a una singola operazione. In questo modo, è possibile evitare di trovarsi con il conto vuoto dopo diverse operazioni non andate a buon fine.

 

*Il vostro capitale potrebbe essere a rischio. Questo non è un consiglio di investimento