Indicatori Economici Forex

gennaio 11, 2017
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In questa lezione approfondiremo il discorso relativo all’analisi fondamentale e in modo specifico andremo ad illustrare gli indicatori economici più importanti per il trading sul Forex. Come già specificato nella lezione precedente, si tratta di indicatori di tipo macro, detti anche macroeconomici, poiché riguardano realtà in grande scala.

Qui di seguito, gli indicatori macroeconomici di cui tratteremo: tassi d’interesse, PIL, produzione industriale, vendite al dettaglio, disoccupazione, inflazione, ordini di beni durevoli, ordinativi all’industria, scorte, redditi delle famiglie, spese per consumi, bilancia commerciale.

E’ importante sottolineare come ogni tipologia di dato macroeconomico abbia un proprio peso sulle contrattazioni di una determinata coppia valutaria. Ciò vuol dire che se il tasso d’interesse ha un potere d’influenza molto alto, ve ne sono altri che vanno considerati per comprendere il quadro economico generale ma che presi singolarmente non hanno un potere d’influenza elevato.

Tasso d’interesse

Per tasso d’interesse s’intende il tasso di riferimento per i mutui, i prestiti e molte altre operazioni finanziarie, deciso dalla banca centrale di un determinato paese (es. USA o Italia) o una comunità di paesi (es. Unione Europea). Rappresenta il tasso a cui un ente finanziario, come ad esempio una banca, può accendere un prestito presso la banca centrale. Il tasso d’interesse è anche comunemente detto “costo del denaro”.

Il tasso d’interesse è di sicuro l’indicatore economico di maggiore impatto sul mercato Forex, in modo particolare per le coppie valutarie che comprendono quella del paese o comunità che ha adottato tale misura. Un esempio è quello del tasso d’interesse USA, deciso dalla Federal Reserve, la Banca Centrale Americana, che va ad influire su tutte le coppie valutarie che includono il dollaro.

Prodotto Interno Lordo

Il PIL è un altro indicatore macroeconomico importante, poiché misura il valore di mercato di tutte le merci finite e di tutti i servizi prodotti in un determinato paese o comunità di paesi. Per “prodotto” quindi si intende un bene o un servizio con un certo valore in un processo di scambio.

Il Prodotto Interno Lordo è importante poiché rappresenta una sorta di termometro dell’economia di un determinato paese. Un paese con un PIL annuo che cresce ha un’economia in uno stato decisamente migliore di quella di un paese con un PIL in decrescita. Inoltre, un PIL in crescita di pochi punti percentuali, magari decimali (come per l’Italia negli ultimi anni), è diversa dalla crescita di oltre il 5% annuo così come visto in alcuni paesi asiatici per molti anni.

Il PIL ricopre un ruolo di grande importanza anche in riferimento al tasso d’interesse, poiché se il prodotto interno lordo si rivela favorevole, le banche centrali e i governi di quel paese potrebbero puntare sullo stato di buona salute al fine di alzare il costo del denaro e quindi rendere la propria valuta più forte negli scambi. Va detto che nei paesi con grande export, l’accrescimento del valore della valuta non è un fatto positivo, perciò il nesso tra PIL e Tassi dipenderà da caso a caso.

Inflazione e deflazione

L’inflazione rappresenta l’aumento dei prezzi di beni e servizi in modo prolungato, per un determinato periodo di tempo.  La deflazione, invece, è il suo contrario, quindi una diminuzione dei prezzi dei beni e servizi in un determinato periodo di tempo, anch’esso prolungato.

L’inflazione genera una diminuzione del potere di acquisto di una moneta. Si tratta di un concetto semplice, poiché se i prezzi aumentano, vuol dire che occorre più denaro, o meglio unità di valuta necessarie per acquistare un bene o un servizio. Di conseguenza, causa anche il potere d’acquisto dei consumatori, un dato che si lega a quello dei “consumi”, che trattiamo nel paragrafo successivo.

L’inflazione, tuttavia, non è sempre sintomo di un momento negativo, poiché essa può essere causata da un aumento dei prezzi dovuto ad un aumento dei consumi.

Nel Forex, questo indicatore macroeconomico indica anche una perdita di valore della valuta a cui si fa riferimento, contro altre valute che possono invece essere più stabili o al contrario rafforzarsi. Se ad esempio il territorio dell’Eurozona vede un’alta inflazione mentre negli Stati Uniti vi è un’economia solida e un potere d’acquisto ottimale, l’euro si troverà in una condizione sfavorevole nel rapporto di cambio contro il dollaro, quindi la coppia EUR/USD potrebbe in questo esempio essere in un trend al ribasso.

Consumi o spese per consumi

I consumi ovvero la quantità di denaro che il consumatore spende in un determinato periodo, può essere un sintomo di buona salute di una determinata economia. Tuttavia, questo potrebbe portare ad una crescita dei prezzi e quindi all’inflazione.

Produzione industriale

Si tratta di un dato che comprende tutte le attività relative alla trasformazione di materie prime, energie e informazioni in beni di consumo. In pratica, tutto ciò che da fattore di produzione diventa prodotto. La produzione industriale è divisa in settori (es. manifatturiero, automobilistico, elettronico ecc.). Un dato positivo, ovvero con un rialzo rispetto al dato precedente, sta a significare un miglioramento nelle attività produttive di un determinato settore o paese (che include tutti i settori). Solitamente, il dato è riportato in relazione ai singoli settori.

Bilancia commerciale

Per bilancia commerciale si intende la differenza tra import e export di un determinato paese. Se le esportazioni superano le importazioni, la bilancia commerciale è positiva, quindi il suo dato sarà positivo (es. +3%). Al contrario, se le esportazioni sono inferiori rispetto alle importazioni, la bilancia commerciale risulterà negativa.

Generalmente, un forte deficit commerciale è accompagnato anche da una valuta debole, che perde terreno nei rapporti con le altre valute.

Disoccupazione, inoccupazione, occupazione

Spesso si tendono a confondere questi due termini, dando per scontato che abbiano lo stesso significato, ma non è così. Infatti, per disoccupazione si intende la percentuale di popolazione che cerca un lavoro ma che non risulta occupata.

Per inoccupazione, invece, si intende la percentuale complessiva di chi non ha un lavoro, che include anche chi non lo cerca (per svariati motivi).

Una crescita dell’occupazione, invece, rappresenta un fattore positivo per l’economia e la sua crescita complessiva, soprattutto da un punto di vista produttivo e di consumi. Proprio i consumi tuttavia possono portare all’inflazione e quindi alla perdita di potere di acquisto della moneta e quindi alla svalutazione di una valuta nei rapporti con le altre nel mercato valutario. Per evitare tale fenomeno, la banca centrale può approfittare dei buoni dati di occupazione e produzione per alzare il tasso d’interesse e quindi rafforzare il valore della valuta.

Vendite al dettaglio

La vendita al dettaglio rappresenta l’altra facciata del consumo. Un aumento delle vendite al dettaglio può essere frutto di una buona condizione dei dati di occupazione, così come quelli di produzione. Può essere tuttavia anche sintomo di una deflazione, quindi un abbassamento dei prezzi che porta ad un aumento del potere d’acquisto dei consumatori.

Ordini di beni durevoli

Gli ordini di beni durevoli rappresentano un dato importante per quanto riguarda la fiducia nel futuro. Infatti, i beni durevoli sono quelli che durano per almeno 5 anni, perciò l’ordine (di acquisto) di beni durevoli avviene per un investimento nel futuro da parte di privati e aziende. Questa fiducia può essere causata dalle buone condizioni di occupazione e crescita.

Ordinativi all’industria

Gli ordinativi all’industria assomigliano agli ordini di beni durevoli, ma riguardano l’industria, perciò possono comprendere dei progetti a lungo termine, come l’apertura di cantieri o appalti di una certa rilevanza.

Scorte delle imprese e dei grossisti

Le scorte rappresentano le quantità di merci invendute, che comprendono anche quelle pronte per essere vendute. Il dato è importante per l’analisi delle sue variazioni. L’aumento delle scorte va a evidenziare una diminuzione dei consumi (al dettaglio o all’ingrosso).

Redditi delle famiglie

I redditi delle famiglie rappresentano un dato correlato a quello dei consumi e della tipologia degli stessi.

*Your capital may be at risk. This is not an investment advice